RIAPPROPRIARSI DI NOI
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In questo periodo nel quale tutti, con più o meno affanno, andiamo in cerca di qualche antidoto per una crisi che ha sconvolto l'intera esistenza di migliaia di persone, vale la pena soffermarsi per qualche riflessione.
Ci accorgeremmo che i Veri Cambiamenti, anche quelli più grandi, partono dal basso, cioè da gesti e parole semplici che pareb siano stati dimenticati.
Le Occasioni di scambi e di collaborazioni si son fatte più necessarie così come il Bisogno di riscoprire la gratuità e la bontà di certe spontanee manifestazioni del nostro cuore.
Già, perchè è quella la sede di riferimento di tutto il nostro sentire, ed è da lui che dobbiamo ripartire se vogliamo risalire da questo buco profondo che lacera i pensieri e avvilisce ogni speranza.
Credo sia giunto il tempo di riappropriarci della Nostra Vera Libertà, quella che ci contraddistingue da tutti gli altri esseri viventi e porre la basi per quello che gli studiosi chiamano "Homo Sentiens" ovvero un Uomo Nuovo che poggia la sua stabilità su ciò che avverte, che sente.
E tutto questo non è possibile se non scaldiamo un po il nostro cuore, se non gli permettiamo di "Vivere", sperimentando o tornando a godere di quelle piccole attenzioni di cui tutti necessitiamo, anche se il nostro orgoglio e le nostre coscienze combattono voracemente questo pensiero.
Si tratta di ricominciare a riavvicinarci all'altro, di mostrarsi disponibili, di ascoltare e ascoltarsi ed essere sinceri con se stessi così che quando nel nostro cuore, nelle nostre braccia, nelle nostre mani o sulle labbra sgorgherà un desiderio di bene saremo lì pronti ad accorglierlo o a donarlo attraverso una carezza, un abbraccio, una stetta di mano, un bacio, un "Ti Vioglio Bene" che nasce spontaneo, senza timore di donarlo agli altri, in particolare chi è più sofferente e lontano.
Allora gli orizzonti si schiariranno e torneremo a parlarci più serenamente anche di cose più gravose con la serenità e la fiducia che ora manca.
dp


