Incontriamoci Dov'è Dono
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Questa crisi che da qualche anno a questa parte sta modificando un po le nostre sane abitudini consumatorie ha radici e motivazioni ben più profonde di quel che sentiamo discutere nei vari comizi più o meno popolari.
Credo che la vera ragion d'essere di tutto questo gran tormento sia un'indebolimento a livello umano.
Me ne accorgo sempre più quando sto a contatto con le altre persone. Sembriamo sempre più anarcotizzati da questa tecnologia che ha spinto sempre più in basso quelle che erano le solide realtà del vivere civile, ossia la comunicazione.
Si è smarrito da tempo quel dire tra la gente, quell'accostarsi ai bisogni, ai dolori, alle storie dell'altro che han fatto di noi gente capace di comprensione, di vicinanza, di solidarietà.
E' come se invadere quel "recinto" che la virtualità, l'indifferenza, la solitudine hanno piazzato nel nostro cuore sia un delitto, e chiunque lo faccia rischia davvero l'isolamento.
Sia ben chiaro, non sto demonizzando nessuno di questi mezzi che permettono davvero moltissime cose, ma è come sempre il modo in cui li utilizziamo che fanno di noi una società più o meno "avanzata".
Quando, qualche giorno fa, Papa Francesco ha parlato di "Globalizzazione dell'Indifferenza", non credo si riferisse solo a ciò che i suoi occhi han potuto vedere in quel di Lampedusa ma a ciò che le sue orecchie non odono più.
Ovvero alla voce della gente che si stringe, che si guarda, si saluta, si rispetta come non solo un Cristiano dovrebbe, ma ogni persona di questa Terra.
Quindi, non stupiamoci se attorno a noi, risuona quel grido ovattato dal silenzio che sono le nostre frenetiche, caotiche giornate, non stupiamoci se quello a cui miriamo è un saluto o un'apprezzamento "Virtuale"... è solo la vetta di un iceberg che ha ormai radici profondissime e che potremo spazzare via, ed è una cosa che ripeto spesso ahimè qui nel blog e alla gente che incontro, solo se ritorniamo ad "Incontrarci", cioè a fare della nostra vita uno scambio,un Dono.
dp


